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Nel paese dove vivo (Polverigi) abita un maestro che
lavora il legno e lo intarsia creando opere veramente
meravigliose da oltre 40 anni. Alcuni anni fà questo
signore tenne un corso per far conoscere, a quelli che
volevano approfondire la propria manualità, la "magia"
di questa tecnica, semi-sconosciuta al grande pubblico ma
ricca di espressività. Me ne innamorai da subito e man
mano, imparando piccoli segreti e trucchi del
mestiere,sono riuscito a migliorarmi (pur essendo ancora
lontano dal "maestro"...) L'intarsio (o tarsia)
è una tecnica speciale che richiede calma e costanza per
ottenere risultati apprezzabili. Indicherò il materiale
che, secondo me, sara' quello più facilmente reperibile
anche se (per alcuni aspetti) non è propriamente quello
che la tradizione contempla.
Materiali
• Un buon CUTTER con una lama resistente. Io uso una barra di acciaio
tagliata a mò di lama e carteggiata per renderla
affilata. (Foto 1)
• Fogli di legno (ESSENZE - Foto
2).
• Fornellino elettrico (un comune fornellino da
campeggio).
• Contenitore di alluminio. Verrà poggiato sul
fornellino e ci verra' messa sopra la sabbia. (Foto
3)
• Un bicchiere di sabbia asciutta (meglio se fine)
• Pinzette
• Carta gommata
• Una base in legno su cui lavorare per evitare
tagli sul tavolo. (Foto 4).
• Matite (sempre appuntite).
• Fogli di carta da disegno e carbone.
• Un disegno da riprodurre.
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foto 1 |
foto 2 |
foto 3 |
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foto 4 |
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Ecco, a grandi linee, il
procedimento:
comporre un disegno (che tenga naturalmente conto delle
difficolta' che esso comporta e della gamma di legni che
si ha a disposizione) su un foglio di carta (foto
5). Consiglio, anzi di creare due copie
dello stesso disegno: una rimarrà "pulita"
mentre sull'altra si potranno scrivere i colori da
utilizzare. La gamma di tinte è fondamentale e richiede
alcune precisazioni.
Il maestro Duranti (questo è il suo cognome) intarsia
fogli di legno molto grandi per piani di cucine, banconi
ecc...il suo è un lavoro e lui, gentilmente, mi regala
spesso pezzi di legni che non usa. Sò per certo che lui
si rifornisce di legno all'ingrosso comprandolo da una
ditta in quantita' "industriali" (con un costo
non sostenibile per un semplice amatore). Sinceramente
non sò dire se è facile reperirlo altrove, magari in
quantità adatte per chi e' alle prime armi, ne tantomeno
il suo costo. Presumo che un falegname, una bottega
artigiana, un restauratore o magari un fornito negozio di
bricolage possano consigliarvi su come trovarlo.
All'inizio non servirà una grande quantità di materiale
perchè tratterete immagini semplici (ricordatevi che
quando passerete a soggetti piu' complessi, dovrete tener
conto anche delle ombre e della luce per dare volume ai
vostri oggetti).
Una volta deciso il disegno, scegliete anche i colori.
Prendete il piano di legno e sistematevi su di un tavolo
(cercate di fissarlo in modo che non si muova). Prendete
un foglio di legno, che sarà lo sfondo del quadro e
riportate il disegno su di esso con l'aiuto della carta-carbone
(mi raccomando di usare una matita appuntita in modo da
non lasciare un segno troppo vistoso). Fissate lo sfondo
con la carta gommata ai 4 angoli sul supporto di legno.
Siete pronti per iniziare!!
Con il cutter ritagliate un elemento
del disegno (foto 7), inserite
sotto lo sfondo il foglio di legno del colore prescelto (foto
8) e disegnate la sua sagoma seguendo il
perimetro del taglio (foto 9).
Ritagliate ora questo pezzo colorato. Avrete capito che
questo va inserito nel "buco" nel modo piu'
preciso possibile (Vedi le foto che riguardano questi
passaggi). Vi consiglio di mantenervi leggermente piu'
"larghi" quando ritaglierete i pezzi in modo
che , nell'eventualita' fossero un pò piu' larghi avrete
sempre modo di "rifinirli" senza problemi.
Un'altro trucco per un buon taglio e' questo: quando
avrete sotto mano le essenze noteretei che queste, come
ogni legno, hanno delle venature; per tagliarle
agevolmente e senza fatica cercate sempre di disegnare il
pezzo che dovrete ricavare ponendolo nel senso della vena
stessa. Nel caso contrario farete un pò piu' di fatica a
tagliare il pezzo di legno ma il risultato sara' lo
stesso. Se non riuscite a tagliare il legno "al
primo colpo" potrete sempre tornarci sopra avendo
l'accortezza di seguire il precedente solco. Presto
comprenderete anche che esistono essenze piu' dure e
altre piu' morbide. Riprendete il disegno originario e
osservate: il pezzo che state trattando ha bisogno di
essere sfumato? In tal caso questo è il procedimento.
Mettete la sabbia (una giusta quantità) sul piano di
alluminio e riscaldatela sul fornellino elettrico.
Attenzione perchè diventerà tutto rovente e dovrete far
attenzione a come maneggiate i vostri pezzi. Per vedere
se la sabbia è calda inserite, con l'aiuto delle
pinzette un pezzo di legno di scarto...se questo tendera'
ad assumere un colorito piu' scuro sarete pronti.
Prendete il pezzo da sfumare sempre con le pinze e
infilatelo all'interno della sabbia (foto 12),
facendo la massima attenzione a non lasciarlo bruciare
troppo e a muoverlo velocemente per evitare che assuma
una tinta troppo scura.Con l'esperienza capirete i tempi
e i modi con cui ogni essenza si sfuma e vedrete che
alcune dovranno sostare sotto la sabbia per più tempo
rispetto ad altre.

foto 5 |

foto 6 |

foto 7 |

foto 8 |

foto 9 |

foto 10 |

foto 11 |

foto 12 |

foto 13 |
Naturalmente e' indispensabile che la sfumatura del pezzo
rispecchi quella del disegno originario, in definitiva,
pero', evitate di bruciare troppo i legni anche perche'
quando questi saranno lucidati tenderanno a scurirsi
leggermente. Non preoccupatevi se noterete una leggera
curvatura dei pezzi (spesso con quelli di grandi
dimensioni succede): con le mani potete tranquillamente
piegarli un pò senza paura che questi si rompano.
Inserite il pezzettino ormai pronto nella sua "finestrella"
e fissatelo sul retro con un pezzo (piccolo) di carta
gommata (foto 14). Nel 99% dei
casi il pezzo non combacerà perfettamente nel buco...questo
e' naturale e succede sempre, potrete recuperare lo
"scarto" nel momento in cui andrete a fare il
pezzo accanto.
Questo procedimento và ripetuto per ogni parte della
vostra composizione. So' che la cosa potrà apparire
noiosa ma vedrete che man mano che procederete vi piacerà
sempre di più anche perchè potrete vedere subito i
primi risultati delle vostre fatiche.
Completato tutto noterete di certo una cosa: le tinte
sono piuttosto sbiadite...volete vedere un assaggio di
come apparira' il quadro una volta lucido?? Trucco:
prendete una spugna e bagnatela con un po' di acqua o di
alcool e passatela su di un punto del disegno...sono
certo che rimarrete stupiti. Le tinte si ravviveranno e
appariranno calde e forti. Mi raccomando pero', non
ripetete questo procedimento per piu' volte o i legni
cominceranno a curvarsi e...dovrete buttare tutto!!!
Se tutto è andato bene dovreste avere il disegno con le
tinte e le sfumature che avevatei progettato. Ora, se vi
e' possibile, dovreste reperire una specie di carta
gommata che si chiama "carta di riso" (foto
16) che, però, puo' essere facilmente
sostituita dal semplice adesivo marrone per pacchi che
potete trovare ovunque

foto 14 |

foto 15 |

foto 16 |
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foto 17 |
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Non
spaventatevi per quello che dovrete fare ora. Se fatto
bene non danneggera' in alcun modo il vostro lavoro.
Prendete il disegno e ricoprite la parte "davanti"
(quella senza la carta gommata) di carta di riso o
adesivo per pacchi premendo molto bene. Se usate carta di
riso questa va bagnata con una spugna man mano durante
l'uso (foto 17). L'intera
superfice del disegno deve essere ricoperta dall'adesivo.
Non temete per le sfumature: il legno non verrà
intaccato dalla colla. Girate il foglio. Avrete davanti a
voi la parte ricoperta di carta gommata. Con immensa
cautela rimuovetela pezzo per pezzo facendo attenzione a
non tirarvi dietro anche i frammenti di legno che, in
teoria, dovrebbero rimanere tutti al loro posto grazie
allo strato di adesivo che avete precedentemente
sistemato davanti. Noterete che la parte scoperta è
assai meno bella dell'altra e risulterà piu' scura,
bruciacchiata e meno precisa e rifinita. Anche questo
rientra nella norma. Cercate ora uno strato di compensato
rigido delle dimensioni che vorrete dare al vostro lavoro
finito (almeno 1 cm di spessore per i quadri piccoli). Le
prossime operazioni richiederanno l'aiuto di un falegname
o comunque di qualcuno che abbia un minimo di
attrezzatura adatta: fate stendere dalla parte in cui NON c'è l'adesivo uno strato di colla per presse o BOSTIK e fate combaciare questa parte con il compensato. Fatto
ciò, la parte che vedrete sara' quella coperta di
adesivo o carta di riso. Il tutto andrà posto sotto una
pressa FREDDA (mi raccomando fredda) per alcune
ore (meglio un giorno). Ci siamo quasi, quando il foglio
sarà incollato eliminate l'adesivo da pacchi senza paura
di tirare. Come (con grande ammirazione) noterete la
parte che vedrete è quella esatta e non ha subito alcuna
modifica. Se, eventualmente, fossero rimaste tracce di
collante sul quadro potrete eliminarle con la lama del
cutter. Il vostro quadro và ora rifilato degli eccessi
di compensato (per dargli una forma regolare) e
carteggiato in modo da eliminare quel "ruvido"
naturale del legno e renderlo il piu' liscio possibile.
Fatelo carteggiare con la massima tranquillita': lo
strato di essenza, per quanto sottile, non si consumerà.
Se possibile la carteggiatura dovrebbe essere progressiva
(cioe' con grane di carta vetrata crescienti) in modo da
renderlo sempre più liscio...certamente un falegname
saprà come fare. Ora un passo indietro: nel caso aveste
usato al posto dell'adesivo per pacchi la carta di riso
bagnata questa, una volta pressato il quadro, sarà
impossibile da eliminare a mano ma verrà via al momento
della carteggiatura senza che ne rimanga la minima
traccia. La vostra opera per quanto riguarda la tarsia
vera e propria e' ultimato. A questo punto va' lucidato e
questo è un capitolo altrettanto lungo e di cui anche io
sto' imparando i concetti base. Esistono due possibilità
che danno due risultati diversi:
farlo lucidare "a spruzzo" con delle resine
plastiche da qualcuno esperto in questo campo. Otterrete
un risultato molto uniforme ma piuttosto "freddo".
Lucidarlo a gommalacca (metodo migliore): otterrete tinte
calde e vive che non si alterano nel tempo.
Personalmente preferisco quest'ultimo metodo. Premetto
che chi lo usa ha decine di anni di esperienza alle
spalle ed io sono alle prime armi, ma con un po' di
pazienza e tenacia si riescono ad ottenere buoni
risultati. Per lucidare occorre:
- 1/2 kg di scaglie di gommalacca neutra
- Alcool a 94° (e' necessaria questa gradazione)
- Olio paglierino
- Polvere di pomice
Questi materiali li troveretein qualsiasi negozio ben
fornito di vernici, tappezzeria, restauro o hobbistica
con una spesa totale che non supera le 25000£ (contate
sul fatto che potrete lucidare molti quadri). Come già
detto la superficie del quadro devrà essere il piu'
liscia possibile. Prendete una bottiglietta di vetro (quella
dei succhi di frutta) e infilateci (con un inbuto) circa
1\4 di scaglie di gomma lacca riempiendo il resto di
alcool a 94°. Chiudete la bottiglia e agitando un po'
attendete che la gommalacca sia completamente disciolta
nel liquido. Procuratevi intanto un batuffolo di lana
vecchia e un pezzo di tela bianca (lino,cotone).
Racchiudete la lana nella stoffa creando un "pomo"
delle dimensioni adatte ad essere tenuto con una mano (foto
18) Questo deve avere una forma simile al
pomo dello stancil e allo stesso tempo deve poter essere
maneggiato comodamente. Con una pezza passate sopra il
quadro una buona dose di olio paglierino (vedrete come
ravviva i colori!!!!) e poi prendete un pizzico di pomice
e stendetela sulla superficie. Bagnate il pomo con un pò
di alcool della bottiglietta e iniziate a passarlo con
delicatezza su tutta l'area del quadro con movimenti
circolari. Ci vuole molto, molto olio di gomito per
queste operazioni...continuate sempre circolarmente a
strusciare il pomo su tutto il quadro. Man mano sentirete
che vi sarà sempre piu' faticoso praticare questi
movimenti. Fate attenzione a non dimenticare neanche uno
spigolo della vostra opera quando passate il pomo e a non
soffermarvi su di un punto per troppo tempo (l'alcool
"brucia" il sottostante strato di lucido). Piu'
sarà faticoso e piu' dovrete spingere. Quando il pomo si
asciugherà ribagnatelo con altro alcool della
bottiglietta e spargete un'altro piccolo pizzico di
pomice ritornando a compiere i movimenti circolari (
potete anche alternarli a movimenti verticali e
orizzontali). Tali operazioni vanno ripetute molte volte
e purtroppo ogni volta con maggiore fatica. Presto però
vedrete che il vostro disegno brillera' sempre di piu'.
La pomice va sparsa solo per i primi 2-3 passaggi e ogni
volta il pomo non va bagnato esageratamente. Ogni tanto
bagnate il pomo anche con alcune gocce di olio paglierino.
L'importante (non mi stancherò mai di ripeterlo) e' la
forza con cui si preme il pomo: Dimenticavo: è
indispensabile che fissiate il quadro ad un supporto che
lo immobilizzi visto che non dovrà muoversi nel momento
in cui fate forza. Ottenuto il lucido che desiderate
passate su tutto dell'olio paglierino. ED ECCO IL
RISULTATO DI TANTI SFORZI!!! Finalmente avrete
un'intarsio. Tanto lavoro sara' ripagato da qualcosa che
non teme il tempo e che vi darà immensa gioia ogni volta
che lo guarderete.

foto 18 |
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